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Certificato di malattia: cosa controllare e cosa comunicare
Guida pratica per controllare il certificato di malattia, capire cosa comunicare al datore di lavoro e quali errori evitare.
In breve
Il certificato di malattia viene trasmesso telematicamente dal medico all'INPS. Il lavoratore, però, deve comunque avvisare l'azienda secondo le regole interne, del CCNL o del contratto applicato. Con il certificato telematico non devi inviare al datore la diagnosi: il datore può consultare l'attestato privo di diagnosi. Dopo il rilascio conviene controllare protocollo, date, indirizzo di reperibilità e dati principali.
In questa guida
Quando ti serve
- Hai ricevuto un certificato di malattia e vuoi sapere cosa controllare
- Devi comunicare l'assenza al datore di lavoro senza inviare dati non necessari
- Vuoi capire la differenza tra certificato, attestato e numero di protocollo
- Devi verificare indirizzo di reperibilità, date o durata della prognosi
- Temi che il certificato contenga errori e vuoi sapere come muoverti
1.Che cos'è il certificato di malattia
Il certificato di malattia è il documento medico che attesta la temporanea impossibilità a lavorare per motivi di salute.
Di norma viene trasmesso telematicamente dal medico all'INPS. Il lavoratore, però, non deve limitarsi ad aspettare: deve comunque avvisare il datore di lavoro dell'assenza secondo le regole aziendali, il CCNL o le procedure interne.
La pagina INPS dedicata alla malattia raccoglie i servizi per consultare certificati, attestati e strumenti collegati alle visite mediche di controllo.
In pratica, il certificato serve a formalizzare l'assenza. La comunicazione all'azienda serve invece a far sapere subito che non sarai al lavoro.
2.Cosa controllare subito
Dopo che il medico ha emesso il certificato, chiedi il numero di protocollo e controlla i dati principali.
I punti da verificare sono:
- data di inizio della malattia
- data di fine prognosi
- indirizzo di reperibilità
- dati anagrafici
- eventuale indicazione di continuazione o ricaduta, se rilevante
Il controllo dell'indirizzo è particolarmente importante. Se l'indirizzo è sbagliato, una eventuale visita medica di controllo potrebbe non trovarti dove risulti reperibile.
Se noti un errore, non aspettare: contatta subito il medico per capire come correggere o chiarire la situazione.
3.Cosa comunicare al datore di lavoro
Il datore di lavoro deve sapere che sei assente per malattia e per quale periodo, ma non deve conoscere la diagnosi.
In concreto, comunica:
- che sei assente per malattia
- la durata indicata, se già disponibile
- il numero di protocollo del certificato, se richiesto
- l'eventuale diverso indirizzo di reperibilità, secondo le procedure previste
Il modo e i tempi della comunicazione possono dipendere da CCNL, regolamento aziendale o prassi interna. Alcune aziende chiedono una mail, altre una telefonata, altre un messaggio su canali aziendali.
Esempio semplice: "Buongiorno, comunico che oggi sono assente per malattia. Il certificato è stato trasmesso all'INPS. Il numero di protocollo è [numero], se necessario per la verifica."
4.Certificato, attestato e protocollo
È facile confondere i termini, ma nella pratica servono a cose diverse.
Il certificato di malattia contiene anche le informazioni sanitarie, compresa la diagnosi. È consultabile dal lavoratore tramite i servizi INPS e non va inviato al datore di lavoro.
L'attestato di malattia è la versione consultabile dal datore di lavoro: contiene le informazioni utili per gestire l'assenza, ma non la diagnosi.
Il numero di protocollo, spesso chiamato anche PUC, è il codice identificativo del certificato. Serve per recuperare o verificare l'attestato tramite i servizi INPS. Se il datore di lavoro lo richiede, il lavoratore deve comunicarlo.
L'INPS mette a disposizione il servizio di consultazione dei certificati di malattia telematici per i lavoratori e il servizio di consultazione degli attestati di malattia telematici per gli aventi titolo.
5.Se cambia l'indirizzo di reperibilità
Durante la malattia devi essere reperibile all'indirizzo indicato per eventuali visite mediche di controllo.
Se ti sposti, per esempio a casa di un familiare, devi gestire correttamente la variazione dell'indirizzo. Non basta dirlo informalmente a un collega o scriverlo in una chat non prevista dalla procedura.
L'INPS mette a disposizione lo Sportello per il cittadino per le visite mediche di controllo, utile per comunicare la variazione dell'indirizzo di reperibilità, consultare visite ricevute e stampare verbali disponibili.
Per i lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia, la variazione va comunicata all'INPS tempestivamente e prima dello spostamento.
Per i lavoratori pubblici, la variazione dell'indirizzo di reperibilità deve essere comunicata alla propria amministrazione. Il servizio INPS resta disponibile, ma non sostituisce la comunicazione dovuta all'amministrazione.
In ogni caso, il servizio INPS non sostituisce l'obbligo di comunicare l'indirizzo anche al datore di lavoro, quando previsto da regole aziendali, CCNL, contratto o procedure interne.
6.Errori da correggere subito
Se il certificato contiene date sbagliate, indirizzo errato o dati non coerenti, muoviti subito.
La prima cosa da fare è contattare il medico che ha rilasciato il certificato. Se intanto l'azienda ti chiede spiegazioni, rispondi in modo chiaro e prudente.
Esempio: "Sto verificando con il medico un dato del certificato. Appena ho il protocollo corretto o l'aggiornamento, lo comunico."
Evita invece di modificare a voce la durata della malattia o dare per buona una data diversa da quella riportata nel certificato.
7.Se il certificato non può essere trasmesso online
La regola ordinaria è la trasmissione telematica del certificato all'INPS. Se però, per problemi tecnici o casi particolari, il medico rilascia documentazione cartacea, devi rispettare le regole di consegna previste per attestato e certificato.
In questi casi è prudente muoversi subito: chiedi al medico cosa ti ha rilasciato, verifica cosa devi consegnare al datore e controlla eventuali termini previsti dal CCNL o dalle istruzioni INPS.
Da evitare
Non fare cosi
- Non avvisare l'azienda pensando che il certificato telematico basti da solo
- Non controllare indirizzo di reperibilità e date indicate nel certificato
- Inviare al datore di lavoro informazioni sanitarie non necessarie, come la diagnosi
- Non chiedere o non conservare il numero di protocollo del certificato
- Aspettare troppo se il certificato contiene un dato sbagliato
- Comunicare un cambio indirizzo solo in modo informale, senza seguire la procedura prevista
Errori comuni
- Confondere certificato di malattia e attestato di malattia
- Pensare che il datore di lavoro debba ricevere il certificato completo con la diagnosi
- Comunicare l'assenza solo a voce senza rispettare la procedura aziendale
- Non verificare se il CCNL o l'azienda prevedono tempi e canali specifici di comunicazione
- Dimenticare di aggiornare l'indirizzo se durante la malattia ci si sposta
- Pensare che il servizio INPS per il cambio indirizzo sostituisca sempre ogni comunicazione al datore o all'amministrazione
FAQ
Domande frequenti
Fonti
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