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25 mag · 2 min

Salario giusto e contrattazione: cosa significa il riferimento al TEC

Il Ministero del Lavoro riassume l’intervento sul “salario giusto”: principio “almeno pari” e riferimento al TEC, con focus su trasparenza e strumenti digitali.

Contratti e RetribuzioniSalario giusto senza limiti alla contrattazione | Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
In Breve

Nel corso dell’intervista al Festival del Lavoro, il Ministro Marina Calderone richiama il decreto legge n. 62/2026 sul “salario giusto”, spiegando il riferimento al Trattamento Economico Complessivo (TEC) e l’assenza di limiti alla contrattazione, con la clausola “almeno pari”. L’articolo ripercorre anche l’attenzione alla trasparenza e agli strumenti tecnologici per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

1.Cosa significa “salario giusto” con riferimento al TEC

Nel corso dell’intervista pubblicata dal Ministero del Lavoro, il Ministro Marina Calderone richiama il decreto legge n. 62/2026, che introduce il principio del salario giusto e il riferimento al Trattamento Economico Complessivo (TEC).

L’intervista presenta l’intervento come un indirizzo per valorizzare la retribuzione, collegandolo a un parametro (TEC) che aiuta a leggere in modo più coerente le condizioni economiche.

Per chi deve applicare o confrontare trattamenti, il punto pratico è tenere presente che il riferimento comunicato è al TEC, non a una singola voce retributiva isolata.

2.Che ruolo ha la clausola “almeno pari” nella contrattazione

Un passaggio specifico dell’intervista riguarda le parole “almeno pari” nel riferimento ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Il Ministro afferma inoltre che non sono stati voluti limiti alla contrattazione e alla definizione delle organizzazioni di rappresentanza.

In ottica operativa, questo messaggio va letto come un tentativo di mantenere il perimetro della contrattazione collettiva, collegando però il principio del salario giusto a un riferimento (TEC) e a una logica di “almeno pari”.

3.Trasparenza e giovani: come si collega al mismatch domanda-offerta

Il Ministro richiama l’impegno verso la trasparenza nella valorizzazione del lavoro, con attenzione ai più giovani.

Nell’intervista, la trasparenza è collegata alla riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro: rendere più chiaro “che cosa” viene offerto e “che cosa” serve, per facilitare l’incontro.

Se stai cercando lavoro o devi orientare persone verso opportunità, l’idea guida è usare strumenti e informazioni che aumentino leggibilità e coerenza tra profili richiesti e competenze disponibili.

4.SIISL, AppLI e IA: cosa significa “governare” la tecnologia

L’intervista cita la piattaforma SIISL e l’app AppLI, descrivendo un investimento in strumenti tecnologici che contemplano anche l’uso dell’intelligenza artificiale.

Il Ministro sottolinea un principio: non si può fermare lo sviluppo tecnologico, ma si può accompagnarlo e governare il processo.

In pratica, l’adozione di strumenti digitali viene presentata come un percorso in cui contano controllo, gestione e utilizzo responsabile, soprattutto nei servizi per l’impiego.

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