Contratti di produttività: premio medio oltre 1.800 euro annui (dati al 15 giugno 2026)
Al 15 giugno 2026 i beneficiari dei contratti di produttività sono 3,85 milioni e il premio medio annuo supera 1.812 euro.
Secondo il report del Ministero del Lavoro, al 15 giugno 2026 i lavoratori coperti da contratti di produttività sono 3.853.732 e il premio medio annuo risulta pari a 1.812,36 euro. La notizia riepiloga anche numero di contratti attivi, tipologie, finalità e il regime fiscale agevolato indicato nella comunicazione ministeriale.
1.Quanto vale il premio medio annuo nei contratti di produttività?
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali comunica che, al 15 giugno 2026, il premio medio annuo riconosciuto ai lavoratori coperti da un contratto di produttività supera i 1.800 euro: in particolare è pari a 1.812,36 euro.
Nel report si parla di 3.853.732 beneficiari. Il valore indicato risulta in crescita rispetto ai confronti temporali richiamati nella stessa comunicazione (mese precedente e dicembre 2025).
2.Quanti lavoratori e contratti sono coinvolti (dati al 15 giugno 2026)?
Secondo i dati ministeriali, i beneficiari al 15 giugno 2026 sono 3.853.732.
Per i contratti, la notizia riporta che i contratti depositati e attivi a metà giugno sono 13.677, con un incremento di 1.364 contratti in un solo mese. Nell’archivio ministeriale risultano complessivamente 123.937 contratti, con un aumento percentuale indicato rispetto allo stesso periodo del 2025.
3.Contratto aziendale o territoriale: quale tipologia pesa di più?
La maggior parte dei contratti attivi depositati e attivi a metà giugno rientra nella tipologia “contratto aziendale”: sono 11.846. La quota residuale riguarda i contratti territoriali, pari a 1.831.
La comunicazione evidenzia che, rispetto allo stesso periodo del 2025, la componente territoriale registra una forte contrazione in termini assoluti, mentre la componente aziendale risulta in crescita.
4.Finalità e tassazione: cosa prevede il report per premi e welfare?
I contratti depositati e attivi a metà giugno possono prevedere finalità diverse. Nella notizia vengono riportati, tra gli altri, obiettivi legati a produttività, redditività e qualità, oltre a misure di partecipazione e welfare aziendale (con i relativi numeri indicati nel report).
Sul piano fiscale, la comunicazione ministeriale ricorda che sulle somme riconosciute ai dipendenti del settore privato (rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente) si applica da gennaio un’aliquota di tassazione pari all’1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi, per effetto della detassazione e dell’innalzamento del tetto massimo richiamati nella notizia.
La fonte precisa anche che, per i premi collegati a contratti con premi di risultato e partecipazione agli utili d’impresa, era già prevista una riduzione dell’aliquota (dal 10 al 5%) con precedenti manovre, successivamente confermata e prorogata secondo quanto riportato nella comunicazione.