NASpI 2026: requisiti, importo e quando spetta
Guida pratica per capire se hai diritto alla NASpI nel 2026, quali requisiti controllare e cosa aspettarti su importo e durata.
In Breve
La NASpI spetta, in generale, a chi perde il lavoro in modo involontario e ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Nel 2026 conta anche la novità introdotta dal 2025 per chi si è dimesso da un contratto a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti. L'importo varia in base alla retribuzione, con massimale aggiornato per il 2026.
Cosa trovi in questa guida
- 1Chi può chiedere la NASpI nel 2026
- 2Requisiti da controllare prima della domanda
- 3Nuova regola per alcune dimissioni volontarie
- 4Come si calcolano importo e durata
- 5Errori che fanno perdere tempo o soldi
Guida completa
Qui la guida entra piu a fondo, con spiegazioni complete e contesto operativo.
Guida completa
Qui la guida entra piu a fondo, con spiegazioni complete e contesto operativo.
La domanda vera è questa: hai perso il lavoro in modo involontario?
La NASpI è l'indennità di disoccupazione per molti lavoratori dipendenti che perdono il lavoro senza una scelta volontaria.
In pratica, la prima cosa da controllare è proprio questa: la cessazione del rapporto di lavoro deve essere involontaria.
In generale, la NASpI riguarda lavoratori subordinati, compresi anche alcuni casi specifici come apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato, personale artistico subordinato e dipendenti a tempo determinato della pubblica amministrazione.
Requisiti base da controllare nel 2026
Il requisito principale da verificare è questo:
- almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti la cessazione
Questa è la base da cui partire.
Poi devi verificare anche un altro punto pratico: la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Se salti questo termine, rischi di perdere la prestazione anche se, in astratto, ne avresti diritto.
La novità che nel 2026 devi guardare con attenzione
Dal 1° gennaio 2025 è entrata in gioco una regola nuova che nel 2026 continua a contare.
Se ti trovi in stato di disoccupazione involontaria ma nei 12 mesi precedenti ti eri dimesso volontariamente da un rapporto a tempo indeterminato, per accedere alla NASpI devi avere anche almeno 13 settimane di contribuzione tra quella dimissione volontaria e la successiva cessazione involontaria per cui chiedi la NASpI.
Questo è un punto delicato, perché molte persone guardano solo i contributi degli ultimi 4 anni e si dimenticano questa verifica aggiuntiva.
Esempio pratico
Ti dimetti da un tempo indeterminato a marzo 2025. Poi trovi un altro lavoro, ma vieni licenziato o non ti viene rinnovato nel 2026.
In questo caso non basta guardare solo il requisito generale dei 4 anni: devi anche controllare se, tra la dimissione volontaria e la nuova cessazione involontaria, hai maturato almeno 13 settimane di contribuzione.
Quando spetta davvero
In sintesi, la NASpI nel 2026 spetta più facilmente se:
- hai perso il lavoro in modo involontario
- rientri tra i lavoratori per cui la prestazione è prevista
- hai almeno 13 settimane di contribuzione utili nei 4 anni precedenti
- presenti la domanda nei termini
- se hai avuto una dimissione volontaria da un tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti, soddisfi anche il requisito aggiuntivo
Quanto prende chi ha diritto alla NASpI nel 2026
L'importo non è uguale per tutti.
Dipende dalla tua retribuzione di riferimento e dalle regole di calcolo applicate dall'INPS.
Per il 2026, l'INPS ha aggiornato i valori di riferimento e ha indicato un importo massimo mensile NASpI pari a 1.584,70 euro.
Questo però non significa che tutti prendano quella cifra: è un massimale. L'importo reale dipende dalla tua storia retributiva.
Quanto dura
Anche la durata non è uguale per tutti.
La regola generale è questa:
- la NASpI viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni
Attenzione però: non tutta la contribuzione viene sempre conteggiata allo stesso modo, soprattutto se alcuni periodi hanno già dato luogo a precedenti prestazioni di disoccupazione.
Cosa fare in pratica prima di presentare domanda
Prima di muoverti, controlla queste cose:
- data esatta di cessazione del rapporto
- tipo di cessazione
- settimane di contribuzione utili
- eventuali dimissioni volontarie da tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti
- termine dei 68 giorni per fare domanda
Se hai un dubbio sul tipo di cessazione o sui contributi utili, conviene controllare con attenzione prima di inviare la domanda.
Gli errori più frequenti
I problemi più comuni sono questi:
- pensare che basti essere disoccupati per avere la NASpI
- ignorare il termine dei 68 giorni
- non controllare la nuova regola sulle dimissioni volontarie
- aspettarsi un importo standard uguale per tutti
La cosa più utile da tenere a mente
La NASpI 2026 non si capisce bene guardando solo una voce.
Devi fare un controllo combinato su:
- tipo di cessazione
- contributi
- eventuali dimissioni precedenti
- tempi della domanda
Se questi quattro punti tornano, hai già una base molto più solida per capire se la prestazione può spettarti davvero.
Approfondisci
Qualche informazione in piu per orientarti meglio e passare all'azione.
Approfondisci
Qualche informazione in piu per orientarti meglio e passare all'azione.
Quando ti serve
- Hai perso il lavoro o stai per perderlo e vuoi capire se puoi chiedere la NASpI
- Ti sei dimesso in passato e non sai se questo incide sulla domanda 2026
- Vuoi capire entro quando fare domanda e cosa controllare prima
- Hai bisogno di orientarti tra requisiti, importo e durata senza leggere norme o circolari
Red flags
- Fare affidamento solo sul fatto di essere disoccupato senza controllare come è finito il rapporto di lavoro
- Dimenticare la nuova verifica sulle dimissioni volontarie da tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti
- Presentare la domanda troppo tardi rispetto al termine dei 68 giorni
- Pensare che importo e durata siano uguali per tutti
Errori comuni
- Confondere disoccupazione involontaria e dimissioni volontarie
- Guardare solo i contributi degli ultimi 4 anni e non il nuovo requisito aggiuntivo
- Non verificare subito la data di cessazione e la scadenza per la domanda
- Aspettarsi il massimale INPS come importo automatico
Messaggio chiave
Nel 2026 la NASpI non dipende solo dai contributi negli ultimi 4 anni: se ti sei dimesso da un tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti, devi controllare anche il nuovo requisito aggiuntivo.
Controlli da fare prima della domanda
- 1
Verifica come è finito il rapporto
Controlla se la cessazione è davvero involontaria e se rientra nei casi che possono dare accesso alla NASpI.
- 2
Conta i contributi utili
Verifica se hai almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti.
- 3
Controlla eventuali dimissioni precedenti
Se ti sei dimesso volontariamente da un tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti, verifica il requisito aggiuntivo delle 13 settimane tra una cessazione e l'altra.
- 4
Segna la scadenza
Calcola subito i 68 giorni dalla cessazione per non perdere il termine utile alla domanda.
- 5
Valuta importo e durata con prudenza
Usa i valori INPS come riferimento generale, ma ricorda che importo e durata reali dipendono dalla tua situazione contributiva e retributiva.
Domande frequenti
La NASpI spetta sempre se vengo licenziato?
Non automaticamente. In generale serve anche il requisito contributivo minimo e il rispetto degli altri presupposti previsti.
Se mi sono dimesso in passato, posso comunque chiederla?
Dipende. Se la disoccupazione attuale è involontaria puoi averne diritto, ma dal 2025 esiste una verifica aggiuntiva per chi si è dimesso da un tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti.
Quanto prendo di NASpI nel 2026?
Dipende dalla retribuzione di riferimento. L'INPS ha indicato per il 2026 un massimale mensile di 1.584,70 euro, ma non è un importo automatico per tutti.
Passo successivo
Calcola il periodo di preavviso se stai valutando le dimissioni
Utile se vuoi capire tempi e conseguenze prima di chiudere un rapporto di lavoro
Correlati
Guide utili per continuare
Approfondisci
Termini e fonti
5 riferimenti
Approfondisci
Termini e fonti
Termini chiave
Fonti
Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono consulenza legale o fiscale. Scopri di più