Contratti di produttività: nei primi mesi del 2026 aumentano i premi medi
Nel periodo tra gennaio e aprile 2026 il premio medio annuale per lavoratore passa da 1.712 a 1.794 euro. Oltre 3,2 milioni di lavoratori risultano coinvolti da contratti con premi di produttività o partecipazione agli utili.
In Breve
Tra gennaio e aprile 2026 il premio medio annuale corrisposto a ciascun lavoratore nei contratti di produttività è aumentato da 1.712 a 1.794 euro.
Secondo il report del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (deposito contratti), i beneficiari sono oltre 3,2 milioni di lavoratori in aziende che applicano contratti con premi di produttività o partecipazione agli utili. Per il 2026, sui premi si applica un regime di tassazione agevolata (aliquota 1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi), nell’ambito della detassazione prevista dalla normativa richiamata dal Ministero.
Articolo
Cosa dice il report del Ministero del Lavoro
Nel periodo tra gennaio e aprile 2026, il premio medio annuale riconosciuto a ciascun lavoratore passa da 1.712 a 1.794 euro. L’incremento è di oltre 80 euro rispetto alla rilevazione al 15 gennaio 2026.
Il Ministero evidenzia inoltre che la crescita rispetto al 15 dicembre 2025 porta a una variazione complessiva di 189 euro negli importi medi.
Quanti lavoratori coinvolge
I premi risultano riconosciuti a 3.295.731 lavoratori dipendenti di aziende in cui si applicano contratti che prevedono:
- premi di produttività
- oppure partecipazione agli utili
Il perimetro indicato dal Ministero riguarda lavoratori del settore privato con rapporto di lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato) e con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente.
Tassazione agevolata nel 2026 (detassazione)
Per i premi collegati ai contratti di produttività e partecipazione agli utili, nel 2026 si applica un’aliquota di tassazione pari a 1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi.
Il Ministero ricorda che la riduzione dell’aliquota è stata introdotta e poi confermata/prorogata nel tempo (richiamando le Manovre di bilancio e la cornice normativa della detassazione dei premi di produttività).
Nota prudenziale: la tassazione agevolata dipende dal rispetto dei requisiti previsti dalla normativa e dalla corretta applicazione da parte del datore di lavoro/sostituto d’imposta. In caso di dubbi, è utile verificare con la propria azienda o con l’ufficio paghe.
Stato dei contratti depositati e attivi
Al 15 aprile 2026 risultano:
- 10.878 contratti attivi
- 120.499 contratti depositati presso il Ministero del Lavoro
Tra i contratti attivi, la maggior parte è aziendale (9.652), con una quota residuale di contratti territoriali (1.226).
Il Ministero segnala anche la tipologia di obiettivi prevista dai contratti attivi:
- 8.817 puntano a obiettivi di produttività
- 6.864 a redditività
- 5.959 a qualità
- 1.013 includono un piano di partecipazione
- 7.151 prevedono misure di welfare aziendale
Distribuzione per dimensione aziendale e territorio
Secondo i dati riportati:
- 47% dei contratti attivi riguarda aziende con meno di 50 dipendenti
- 37% riguarda aziende con oltre 100 dipendenti
- 16% riguarda aziende con 50-99 dipendenti
Per area geografica, il Ministero indica una forte componente al Nord Italia (71%).
Cosa può fare un lavoratore (check pratico)
Se nel tuo CCNL o nel contratto aziendale/territoriale è previsto un premio di produttività o una partecipazione agli utili, puoi:
- Controllare se il tuo contratto applica misure collegate a produttività/redditività/qualità.
- Verificare con l’ufficio paghe quali sono i requisiti (ad esempio soglie reddituali e condizioni di accesso) per l’anno di riferimento.
- Chiedere come viene gestita la tassazione agevolata e quale importo rientra nel limite indicato dal Ministero (fino a 5.000 euro lordi).
- Se ricevi anche misure di welfare aziendale, domandare come vengono valorizzate in busta paga.
Fonte e approfondimento
I dati provengono dal report collegato al “Deposito contratti” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attivato in base al quadro normativo richiamato nella comunicazione ufficiale.
Per il dettaglio, consulta il report completo richiamato nella notizia del Ministero.
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